Per conoscere meglio l’Unione Europea: le sue istituzioni

“L’Unione dispone di un quadro istituzionale che mira a promuoverne i valori, perseguirne gli obiettivi, servire i suoi interessi,  quelli dei suoi cittadini e quelli degli Stati membri, garantire la coerenza, l’efficacia e la continuità delle sue politiche e  delle sue azioni.”
(art 13, trattato sull’Unione Europea)

La prima istituzione europea che incontriamo è il Parlamento, composto da 750 rappresentanti eletti a suffragio universale diretto da tutti i cittadini dell’Unione ogni cinque anni; ai sensi del Trattato ha sede a Strasburgo, ma svolge i suoi lavori anche a Bruxelles (dove si trova un altro emiciclo) ed in Lussemburgo (sede del segretariato).

Il Parlamento europeo esercita, congiuntamente al Consiglio dell’Unione Europea (che non va confuso col Consiglio europeo), la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Esercita, inoltre, funzioni di controllo politico e consultive,  alle condizioni stabilite dai trattati.

Elegge il Presidente della Commissione, su proposta del Consiglio europeo, e può costringere il Presidente eletto alle dimissioni con una “mozione di censura”. Il Parlamento elegge tra i suoi membri il Presidente, incarico attualmente ricoperto dal tedesco Martin Schulz, del Partito Socialista Europeo.

Il Consiglio dell’Unione europea (o “Consiglio dei Ministri”) è formato dai ministri degli Stati membri competenti, convocati in base agli argomenti da trattare  (ad esempio al Consiglio dei ministri convocato per urgenza economica parteciperanno tutti i ministri dell’economia, per urgenza ambientale quelli dell’ambiente ecc.); esercita insieme al Parlamento la funzione legislativa e di bilancio, definisce e coordina le politiche dell’Unione alle condizioni stabilite nei trattati.

La Presidenza è assegnata a un diverso Stato membro ogni 6 mesi. Dal 1º luglio 2014 la presidenza spetterà all’Italia.

Il Consiglio europeo imprime all’Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali. È composto da un rappresentante per ogni Stato membro (il Capo di Stato -per le repubbliche semi-presidenziali o presidenziali- o di Governo -per le monarchie o repubbliche parlamentari- dal Presidente della  Commissione e dal Presidente del Consiglio europeo (eletto per un mandato di due anni e mezzo, durante i quali non può esercitare mandati nazionali). Attualmente ricopre la carica il belga Herman Van Rompuy, del Partito Popolare Europeo.

La Commissione promuove l’interesse genera le dell’Unione e adotta tutte le iniziative per raggiungere tal fine. Vigila sull’applicazione dei trattati e delle misure adottate dalle istituzioni in virtù dei trattati. Vigila sull’applicazione del diritto dell’Unione sotto il controllo della Corte di giustizia dell’Unione europea. Dà esecuzione al bilancio. Esercita funzioni di coordinamento, di esecuzione e di gestione, alle condizioni stabilite dai trattati. Assicura la rappresentanza esterna dell’Unione. È formata da un Commissario per ogni Stato membro nominato dal Consiglio europeo con  l’approvazione del Parlamento europeo, scelto in base alla competenza. Dura in carica cinque anni, la sua opera è indipendente dal governo del proprio Paese.

Il Presidente della Commissione è eletto a maggioranza assoluta dal Parlamento su proposta del Consiglio europeo e con quest’ultimo sceglie la lista dei commissari. La Commissione è responsabile verso il Parlamento europeo; quest’ultimo può esercitare nei confronti della Commissione una mozione di censura che, se adottata, porta alle sue dimissioni in massa.

Il Presidente attualmente in carica è il portoghese José Manuel Durão Barroso, del Partito Popolare Europeo.

Chiudono l’elenco delle istituzioni dell’UE: la Corte di giustizia dell’Unione europea, che vigila sull’applicazione del diritto comunitario, con sede a Lussemburgo; la Corte dei Conti europea, che verifica il finanziamento delle attività dell’UE, con sede a Lussemburgo; la Banca Centrale europea, che è responsabile per la politica monetaria europea, con sede a Francoforte.

Dato il prossimo appuntamento elettorale che si terrà a Marzo 2014, vale la pena di soffermarci a parlare della legge elettorale italiana per l’elezione del Parlamento europeo.

La legge attualmente in vigore si ispira al proporzionalismo puro, e prevede uno sbarramento del 4%  che deve essere superato da ogni lista e non sono possibili apparentamenti per aggirare la soglia.

Il territorio italiano è stato diviso in cinque circoscrizioni plurinominali; all’Italia spettano settantadue rappresentanti, divisi tra le circoscrizioni in base all’ultimo censimento generale. Ogni circoscrizione comprende più regioni, secondo il seguente elenco:

  • 1. Italia nord-occidentale (Valle d’Aosta, Piemonte,Liguria,Lombardia);
    19 rappresentanti
  • 1. Italia nord-orientale (Trentino-Alto Adige, eneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna);
    13 rappresentanti
  • 1. Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio);
    14 rappresentanti
  • 1. Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia,Basilicata, Calabria);
    18 rappresentanti
  • 2. Italia insulare (Sicilia, Sardegna);
    8 rappresentanti

Per le liste delle minoranze linguistiche francese, tedesca e slovena, è prevista la possibilità di collegamento con una lista di orizzonte nazionale: in tal caso i voti della lista linguistica andranno ad incrementare quelli della lista nazionale, ottenendo uno dei suoi seggi qualora un candidato linguistico ottenga almeno 50.000 preferenze; infatti la legge prevede il voto di preferenza plurimo per i candidati della lista: ogni elettore può esprimere il proprio gradimento fino a tre candidati, e gli stessi vengono proclamati eletti, nel limite dei seggi ottenuti da ogni lista circoscrizionale, secondo la graduatoria di consensi ottenuta.

Spero di aver fatto capire l’importanza delle istituzioni europee, considerato che sempre più la legislazione europea incide sulla vita dei singoli stati membri. È per questo che ciascuno di noi dovrebbe  andare a votare alle prossime elezioni europee, ricordandosi  il detto “andate a votare per chi vi pare, ma andate a votare”.

Leonardo Faridone