Tra Stato di emergenza e Stato di accoglienza

Teatro di sofferenza, inadeguata accoglienza e speranza, ricerca di dignità e amore, ecco il palcoscenico italiano dove il fenomeno dell’immigrazione muove i primi passi da qualche anno. Tra le coste della Sicilia migliaia di uomini giungono dalle loro terre, in cerca soprattutto di dignità, concetto spesso violentato e calpestato nei paesi di origine. Purtroppo molti uomini non sopravvivono al viaggio, e  il Papa in segno di solidarietà  ha testimoniato la sua vicinanza recandosi a Lampedusa nel luglio dello scorso anno.

“«Dov’è il tuo fratello?» Chi è il responsabile di questo sangue? Nella letteratura spagnola c’è una commedia di Lope de Vega che narra come gli abitanti della città di Fuente Ovejuna uccidono il Governatore perché è un tiranno, e lo fanno in modo che non si sappia chi ha compiuto l’esecuzione. E quando il giudice del re chiede: «Chi ha ucciso il Governatore?», tutti rispondono: «Fuente Ovejuna, Signore». Tutti e nessuno! Anche oggi questa domanda emerge con forza: Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo così: non sono io, io non c’entro, saranno altri, non certo io. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: «Dov’è il sangue del tuo fratello che grida fino a me?». Oggi nessuno nel mondo si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna; siamo caduti nell’atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell’altare, di cui parlava Gesù nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo “poverino”, e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci tranquillizziamo, ci sentiamo a posto. La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell’indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!”
Queste sono le parole che il Papa rivolge dalle coste di Lampedusa  a tutto il mondo, durante la sua omelia. Un messaggio di dolore, di vergogna, e di speranza. Ma ciò non è bastato, perché a ottobre l’Italia assiste al tragico naufragio, in cui muoiono più di 300 persone.

…Nuovo Numero, Nuove Emozioni!!

3 Aprile 2014. Inizia la Missione Giovani Pisa, una grande esperienza di incontro e condivisione che coinvolge inevitabilmente l’intero ambiente giovanile della nostra città!

Un’occasione nuova, un’esperienza significativa, che mette Gesù al centro della quotidiana vita universitaria di tutti noi, per portare a chiunque il Dono più Grande! Si, un Dono, perché di un Dono si è trattato! Un’occasione unica offerta gratuitamente da pochi giovani a tanti giovani per incontrare anche nella nostra città La Persona più importante che può dare significato autentico a tutte le nostre vite!

Ed è proprio il “Dono” il leitmotiv di questo nuovo numero!

Il completo dono di sé al proprio partner nella vita di coppia, il diritto ad una vita dignitosa e il problema dell’ immigrazione nel nostro Paese, il caso dell’insegnamento della Filosofia nelle scuole, un’interessante riflessione sul legame tra giustizia e perdono nel diritto, una splendida testimonianza della Missione appena vissuta e mai terminata: questo e molto altro potrete trovare in questa nuova edizione di Prisma!

Tutti questi temi si tingono di colori variegati e si fondono insieme all’interno di Prisma nell’unico colore del Dono! 

La vita umana, infatti, è un dono e pertanto va vissuta autenticamente e rispettata in ogni circostanza, sia dal punto di vista giuridico che educativo, sia dal punto di vista relazionale con gli altri che spirituale.

Per questo, vi invitiamo a gustare questo nuovo numero con spirito critico, e a confrontarsi apertamente con questi contenuti, nella speranza di trovare in essi interessanti spunti di riflessione e nuove emozioni. Vi invitiamo a gustare tra i vari articoli la bellezza del Dono della Vita, affinchè in ognuno di noi si rinnovi continuamente la grande meraviglia che si prova ogni volta che un proprio amico trova pieno significato alla propria esistenza!

Michele Battistelli

Per conoscere meglio l’Unione Europea: le sue istituzioni

“L’Unione dispone di un quadro istituzionale che mira a promuoverne i valori, perseguirne gli obiettivi, servire i suoi interessi,  quelli dei suoi cittadini e quelli degli Stati membri, garantire la coerenza, l’efficacia e la continuità delle sue politiche e  delle sue azioni.”
(art 13, trattato sull’Unione Europea)

La prima istituzione europea che incontriamo è il Parlamento, composto da 750 rappresentanti eletti a suffragio universale diretto da tutti i cittadini dell’Unione ogni cinque anni; ai sensi del Trattato ha sede a Strasburgo, ma svolge i suoi lavori anche a Bruxelles (dove si trova un altro emiciclo) ed in Lussemburgo (sede del segretariato).

Il Parlamento europeo esercita, congiuntamente al Consiglio dell’Unione Europea (che non va confuso col Consiglio europeo), la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Esercita, inoltre, funzioni di controllo politico e consultive,  alle condizioni stabilite dai trattati.

Elegge il Presidente della Commissione, su proposta del Consiglio europeo, e può costringere il Presidente eletto alle dimissioni con una “mozione di censura”. Il Parlamento elegge tra i suoi membri il Presidente, incarico attualmente ricoperto dal tedesco Martin Schulz, del Partito Socialista Europeo.

Per conoscere meglio l’Unione Europea: la sua identità

“Noi non coalizziamo Stati, ma uniamo uomini”
(Jean Monnet)

Così ha scritto nel suo “Mémoirs” Jean Monnet, uno dei padri della Comunità europea. In questo momento di profonda crisi, parlare di Unione europea è sicuramente difficile. Tuttavia, credo che sia proprio in tempi come quello che stiamo vivendo, che occorra “fare memoria” e ricordare quello che è stato il nostro passato e sono le nostre radici. Questo per l’Europa significa prendere consapevolezza del proprio percorso unitario e delle motivazioni che hanno portato, dopo il disastro di due guerre mondiali, alla volontà di costruire un sistema originale di convivenza tra Stati, oltre gli interessi particolaristici.

HackerBot: una nuova stampante 3D

“Senti Michele, non ti seguo, ma a cosa serve una stampante 3D? A stampare su carta immagini da vedere in 3D con gli occhialini del cinema?” Così mi interruppe una mia amica mentre le raccontavo della mia partecipazione alla realizzazione di una nuova stampante 3D con toni entusiastici che lei non riusciva a comprendere.