CRISI ECONOMICA O CRISI SOCIALE? “Non lasciamoci rubare la speranza”

In televisione, al bar, in giro con gli amici, ormai una sola parola riecheggia costantemente nella nostra quotidianità: CRISI.

Sappiamo però cosa significhi esattamente? Ormai l’utilizzo di questa parola è talmente spropositato da aver perso di significato, proprio come un vestito messo tantissime volte e ormai considerato parte integrante della propria pelle: siamo talmente intrisi di questa crisi che rischiamo di perdere cognizione della sua esistenza.

Oltre ad interrogarci sul suo significato però credo sia più importante chiedersi: “È solo economica questa crisi o c’è di più?”. In una società legata saldamente al saliscendi della Borsa come la nostra sono convinto che questa sia una domanda più che lecita, poiché non sono solo le economie mondiali a rischio, ma ogni singola persona che fatica a stare a galla in questo mare di confusione. Andare avanti con la consapevolezza che ogni giorno si è in pericolo porta inevitabilmente l’uomo a estraniarsi e ad assumere una mentalità sempre più incentrata intorno a se stesso e meno aperta al confronto con gli altri, la lotta per la supremazia rischia di diventare più importante del donarsi al prossimo.

La cantante Emma, nella canzone vincitrice di Sanremo 2012, paragona addirittura questa situazione all’Inferno, quel luogo rappresentato con fiamme e diavoletti nell’immaginario comune, quella condizione oltre la quale non vi è più speranza, la fine. È davvero a questo che siamo arrivati? Davvero non ci è rimasta neanche la minima possibilità di riscatto? Siamo condannati per sempre?

Fin qui sembrerebbe un articolo disfattista, cupo, tetro, ma aspettate a giudicarmi! La verità è che ho preferito partire dal “nero” per arrivare al “bianco”, non per un effimero effetto scenico, ma per sottolineare come la mentalità triste e demoralizzata regnante nella nostra società si sbagli di grosso, poiché troppo spesso dimentica la Via vera, e fugge da quell’Amico che non ci abbandona mai, neanche nei momenti più difficili!

È vero che intorno a noi tutto sembra crollare, ma il modo per uscire da questo circolo vizioso c’è, poiché se è vero che questo nemico chiamato crisi è parte di ciascuno di noi, vuol dire che ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa per sconfiggerlo! È insieme che si fa la forza, non combattendoci, ma accettandoci! E questo il nostro caro Gesù ce lo aveva già suggerito con le parole “Ama il prossimo tuo come te stesso”!

Dunque mettiamoci un po’ in discussione e invece di chiederci cosa il mondo può fare per noi, vediamo cosa noi possiamo fare per il mondo!

Dai tanti punti interrogativi di prima passiamo a risposte chiare ed entusiaste che possano riportare un po’ di luce nella foschia della modernità! Qualcuno in fondo ci ha anche definito “sentinelle del mattino”, ci sarà un perché!

Detto ciò vi presento un’alternativa alla routine che la vita universitaria ci impone, un momento per staccare la spina e metterci in dialogo con noi stessi e con gli altri: il campo estivo del GRUSF!
Dal 25 al 31 luglio ci ritroviamo a Pian degli Ontani per  il nuovo campo dal titolo “CRISI ECONOMICA O CRISI DELL’UOMO? Non lasciamoci rubare la speranza!”. Un titolo incisivo e provocatorio, ma che racchiude in sé tutta la fiducia per un domani migliore, non a caso la citazione un po’ modificata del nostro caro Papa!

Tra momenti di preghiera, di aggregazione e di svago cercheremo di capire bene cosa significa per noi questo particolare momento che stiamo attraversando e come Lui può guidarci verso un futuro più splendente! Nella riflessione ci aiuteranno Don Andrea Peruffo e Don Armando Matteo.

Detto questo non mi resta che dirvi.. NON MANCATE! VI ASPETTIAMO!

Giovanni  Salvatore

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