Gita a Bologna – AGGIORNAMENTO

Come vi avevamo già annunciato (vedi qualche post sotto) il 9 e 10 maggio si va in gita, destinazione: Bologna!

I ragazzi della “Rete Loyola” di Bologna, comunità di giovani (universitari e non) guidata dai gesuiti e conosciuta molto bene dai nostri padri, hanno organizzato un evento che si svolgerà nel pomeriggio e sera di sabato 9 maggio dal titolo: “Martini Day – Il volto di un padre che abbraccia i suoi figli”.
Un evento di questo tipo si svolge annualmente e ogni volta ha un protagonista diverso: quest’anno come avrete capito sarà il Cardinal Martini. A partire dal pomeriggio e continuando con la serata si intervalleranno interventi di vario tipo e prestazioni musicali/teatrali, ad ogni modo vi faremo avere a breve il programma dettagliato dell’iniziativa.
Questa potrà essere per noi l’occasione di conoscere meglio la città di Bologna e la realtà dei giovani della Rete Loyola (qui la pagina www.reteloyola.it) e dei percorsi e iniziative che propone, oltre che ovviamente quella di divertirsi passando due giorni insieme fuori Pisa!

Gita a Bologna

I ragazzi della chiesa universitaria di Bologna, anch’essa affidata alla guida dei padri gesuiti (i nostri gesuiti “pisani” infatti li conoscono molto bene!) stanno allestendo uno spettacolo in piazza previsto per la sera di sabato 9 maggio al quale siamo stati tutti invitati.
Questa potrà essere l’occasione per conoscere meglio la città di Bologna e la realtà della chiesa universitaria, oltre che ovviamente quella di divertirsi passando due giorni insieme fuori Pisa!
Pernotteremo (muniti di sacco a pelo) nei locali della chiesa e ripartiremo nella giornata di domenica.

Siamo in fase ancora di definizione dei dettagli, a breve pubblicheremo un altro post con tempistiche e costi (limitatissimi, comunque) nella quale saranno anche incluse le modalità di iscrizione.

La verità illumina la giustizia

XX giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Cento passi separavano il nostro amico Peppino dalla casa del boss mafioso. Semplicemente cento passi, ma persino quel tratto così piccolo richiedeva un grande coraggio, una forza che pochi hanno avuto. Quel senso di dovere, che possedeva Peppino, difficilmente si poteva condividere con altri, piuttosto si rimaneva soli, e la solitudine non premia il coraggioso, anzi lo rende un uomo con le ore contate. Peppino, come tutte le altre vittime della mafia, ci insegna che, contro ogni minaccia, si deve parlare, si deve urlare e, nonostante la morte sia vicina, il tuo pensiero, il tuo servizio, il tuo esempio vive nella memoria delle persone, condiziona le loro scelte, pone le basi per un futuro migliore, per una nuova strada, quella percorsa da coloro che rispondono NO alla mafia.