Archivio per ‘Arte, cultura e libri’

Crash – contatto fisico

“Fragore, fracasso, schianto; disastro, incidente; crollo; crac”: sono questi i significati principali del termine inglese “crash” che ormai è entrato di diritto nel nostro vocabolario linguistico. Ed è proprio a partire da questa considerazione semantica che vorrei riflettere su questo tema a partire anche dal noto film di Paul Haggis (2004) che è stato proposto lo scorso novembre durante il ciclo di cineforum, senza però svelare i dettagli a quanti volessero vedere per la prima volta (o ri-vedere con occhi nuovi) questa pellicola di successo.

La tematica fondamentale che qui è in gioco è quella di una realtà “crashatica” per l’appunto (consentitemi di coniare questo nuovo termine!), una realtà di fracassi, incidenti, crolli che fa parte della nostra vita quotidiana: è la realtà del conflitto inter-individuale che ci vede protagonisti ogni giorno, anche inconsapevolmente e naturalmente nei nostri rapporti con gli altri e con noi stessi.

Il microcredito: uno strumento per combattere la povertà

“Molti parlano dei poveri, ma pochi parlano con i poveri”
(Madre Teresa di Calcutta)

Molto probabilmente Madre Teresa e Muhammad Yunus non si conoscevano, ma avevano molto in comune, come l’attenzione verso i più poveri, verso coloro che vengono dimenticati dalla società perché definiti incapaci. Entrambi parlavano dei poveri e parlavano con i poveri, ed è da questo parlare con chi ha bisogno di essere ascoltato che Yunus ha ideato il microcredito.

Yunus, professore d’economia presso l’Università di Chittagong, girando nei villaggi vicini alla sua università notò che molte persone vivevano in condizioni pessime, quasi disumane; la realtà era ben diversa dalle teorie economiche insegnate nelle sue lezioni. Parlando con la gente, e in particolar modo con le donne povere, si accorse che bastavo pochi dollari per aiutarle ad uscire dalla piaga dell’usura e dar loro la possibilità di lottare contro la povertà. Dopo un’attenta analisi insieme a dei suoi studenti notò che bastavano solo 27 dollari per salvare 42 famiglie dall’usura e decise così di prestare lui stesso quei soldi affinché quelle famiglie potessero essere libere. Questo prestito è stato il primo finanziamento di microcredito effettuato da Yunus, era il lontano 1974 e da quel giorno il microcredito si è diffuso in tutto il mondo ottenendo ottimi risultati.

Del distacco e delle relazioni

Il distacco è stato il tema alla base del cineforum dal titolo “Ed io, mi prenderò cura di te” organizzato dal Gruppo Universitari di San Frediano.

I film che sono stati proposti, “The bucket list” di Rob Reiner, “Hugo Cabret” di Martin Scorsese e “Un sogno per domani” di Mimi Leder, ci hanno accompagnato in questa riflessione suggerendoci molti aspetti della vita su cui lanciare uno sguardo più attento e profondo, in modo particolare per ciò che riguarda la
relazione con noi stessi e con gli altri, centri vitali per l’esistenza di ciascuno.

Vogliamo condividere un semplice quanto profondo articolo del prof. Tommaso Greco, docente della nostra università, a proposito di questo tema e dell’ultimo film che è stato visto:

Il ciclo di film pensato e organizzato dai ragazzi del GrUSF e dedicato al tema del distacco coglie un’esigenza essenziale – quella dei legami, della cura, della responsabilità per l’altro – che non sempre è stata avvertita e difesa. Anzi, direi che il nostro immaginario è stato costruito ormai da troppo tempo piuttosto sulla convinzione contraria.

La speranza al tempo della crisi, dall’eclissi del futuro a una cultura della speranza

prof. Giuseppe SavagnoneI racconti pomeridiani di tempi passati, di tempi in cui  pur nella miseria e nella difficoltà si sorrideva, si stava uniti e si avevano le gote rosse di salute e semplicità, hanno allietato le mie merende d’infanzia e hanno forgiato parti di me e penso quelle di tutti i nipoti che hanno porto le proprie orecchie a quei nonni vogliosi di comunicare qualcosa di personale e di esperienziale.

A volte da quei racconti mi sono abbandonata a un immediato e forse banale: “si stava meglio quando si stava peggio”, eppure, la  mia riflessione futura mi ha condotta a ripetermi che è qui e ora  che viviamo e costruiamo la nostra vita e il nostro futuro; è qui e ora che gettiamo i passi della nostra storia; è qui e ora che impostiamo il nostro ordine del mondo.

Abbandonarsi alla sfiducia e alla rassegnazione tronca la vera speranza, quella attiva che è differente dal passivo e tendente alla rinuncia “speriamo”, pronunciato con quei sospiri di rassegnazione che rendono vacuo lo stesso verbo e lo svuotano di contenuto.

Forza, Italiani di domani!

Beppe Severgnini“L’esperienza è un antipasto preparato da qualcun altro. Si può assaggiare o rifiutare, e in ogni caso non bisogna consumarne troppo”. E di questo pensiero Beppe Severgnini ne è convinto, tanto da riportarlo nel suo ultimo libro “Italiani di domani”: uno dei modi, attraverso i quali, il noto e tagliente giornalista ha provato a raccontare la cosiddetta “Generazione Choosy”.

Il suo punto di vista, esposto ad una policromatica platea di studenti, docenti, altro personale e ragazzi di RadioEco, la radio universitaria, è stato accostato ed arricchito dal giovane e simpatico regista Roan Johnson. I due hanno incontrato gli studenti dell’Università di Pisa il 13 dicembre scorso, alle ore 17.30, nell’Aula Magna del Polo Carmignani dove, per prima cosa, è stato proiettato il cortometraggio di Johnson  “L’uva migliore”.

L’iniziativa, coordinata dal direttore de “Il Tirreno” Roberto Bernabò, ha visto una buona partecipazione dei giovani che, sentendosi parte della suddetta generazione, ossia quella del precariato giovanile italiano, anche se particolarmente qualificato, ha attentamente seguito il dibattito.