Archivio per ‘Pillole di attualità’

La verità illumina la giustizia

XX giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Cento passi separavano il nostro amico Peppino dalla casa del boss mafioso. Semplicemente cento passi, ma persino quel tratto così piccolo richiedeva un grande coraggio, una forza che pochi hanno avuto. Quel senso di dovere, che possedeva Peppino, difficilmente si poteva condividere con altri, piuttosto si rimaneva soli, e la solitudine non premia il coraggioso, anzi lo rende un uomo con le ore contate. Peppino, come tutte le altre vittime della mafia, ci insegna che, contro ogni minaccia, si deve parlare, si deve urlare e, nonostante la morte sia vicina, il tuo pensiero, il tuo servizio, il tuo esempio vive nella memoria delle persone, condiziona le loro scelte, pone le basi per un futuro migliore, per una nuova strada, quella percorsa da coloro che rispondono NO alla mafia.

Tra Stato di emergenza e Stato di accoglienza

Teatro di sofferenza, inadeguata accoglienza e speranza, ricerca di dignità e amore, ecco il palcoscenico italiano dove il fenomeno dell’immigrazione muove i primi passi da qualche anno. Tra le coste della Sicilia migliaia di uomini giungono dalle loro terre, in cerca soprattutto di dignità, concetto spesso violentato e calpestato nei paesi di origine. Purtroppo molti uomini non sopravvivono al viaggio, e  il Papa in segno di solidarietà  ha testimoniato la sua vicinanza recandosi a Lampedusa nel luglio dello scorso anno.

“«Dov’è il tuo fratello?» Chi è il responsabile di questo sangue? Nella letteratura spagnola c’è una commedia di Lope de Vega che narra come gli abitanti della città di Fuente Ovejuna uccidono il Governatore perché è un tiranno, e lo fanno in modo che non si sappia chi ha compiuto l’esecuzione. E quando il giudice del re chiede: «Chi ha ucciso il Governatore?», tutti rispondono: «Fuente Ovejuna, Signore». Tutti e nessuno! Anche oggi questa domanda emerge con forza: Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo così: non sono io, io non c’entro, saranno altri, non certo io. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: «Dov’è il sangue del tuo fratello che grida fino a me?». Oggi nessuno nel mondo si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna; siamo caduti nell’atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell’altare, di cui parlava Gesù nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo “poverino”, e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci tranquillizziamo, ci sentiamo a posto. La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell’indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!”
Queste sono le parole che il Papa rivolge dalle coste di Lampedusa  a tutto il mondo, durante la sua omelia. Un messaggio di dolore, di vergogna, e di speranza. Ma ciò non è bastato, perché a ottobre l’Italia assiste al tragico naufragio, in cui muoiono più di 300 persone.

Per conoscere meglio l’Unione Europea: le sue istituzioni

“L’Unione dispone di un quadro istituzionale che mira a promuoverne i valori, perseguirne gli obiettivi, servire i suoi interessi,  quelli dei suoi cittadini e quelli degli Stati membri, garantire la coerenza, l’efficacia e la continuità delle sue politiche e  delle sue azioni.”
(art 13, trattato sull’Unione Europea)

La prima istituzione europea che incontriamo è il Parlamento, composto da 750 rappresentanti eletti a suffragio universale diretto da tutti i cittadini dell’Unione ogni cinque anni; ai sensi del Trattato ha sede a Strasburgo, ma svolge i suoi lavori anche a Bruxelles (dove si trova un altro emiciclo) ed in Lussemburgo (sede del segretariato).

Il Parlamento europeo esercita, congiuntamente al Consiglio dell’Unione Europea (che non va confuso col Consiglio europeo), la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Esercita, inoltre, funzioni di controllo politico e consultive,  alle condizioni stabilite dai trattati.

Elegge il Presidente della Commissione, su proposta del Consiglio europeo, e può costringere il Presidente eletto alle dimissioni con una “mozione di censura”. Il Parlamento elegge tra i suoi membri il Presidente, incarico attualmente ricoperto dal tedesco Martin Schulz, del Partito Socialista Europeo.

Per conoscere meglio l’Unione Europea: la sua identità

“Noi non coalizziamo Stati, ma uniamo uomini”
(Jean Monnet)

Così ha scritto nel suo “Mémoirs” Jean Monnet, uno dei padri della Comunità europea. In questo momento di profonda crisi, parlare di Unione europea è sicuramente difficile. Tuttavia, credo che sia proprio in tempi come quello che stiamo vivendo, che occorra “fare memoria” e ricordare quello che è stato il nostro passato e sono le nostre radici. Questo per l’Europa significa prendere consapevolezza del proprio percorso unitario e delle motivazioni che hanno portato, dopo il disastro di due guerre mondiali, alla volontà di costruire un sistema originale di convivenza tra Stati, oltre gli interessi particolaristici.

Il microcredito: uno strumento per combattere la povertà

“Molti parlano dei poveri, ma pochi parlano con i poveri”
(Madre Teresa di Calcutta)

Molto probabilmente Madre Teresa e Muhammad Yunus non si conoscevano, ma avevano molto in comune, come l’attenzione verso i più poveri, verso coloro che vengono dimenticati dalla società perché definiti incapaci. Entrambi parlavano dei poveri e parlavano con i poveri, ed è da questo parlare con chi ha bisogno di essere ascoltato che Yunus ha ideato il microcredito.

Yunus, professore d’economia presso l’Università di Chittagong, girando nei villaggi vicini alla sua università notò che molte persone vivevano in condizioni pessime, quasi disumane; la realtà era ben diversa dalle teorie economiche insegnate nelle sue lezioni. Parlando con la gente, e in particolar modo con le donne povere, si accorse che bastavo pochi dollari per aiutarle ad uscire dalla piaga dell’usura e dar loro la possibilità di lottare contro la povertà. Dopo un’attenta analisi insieme a dei suoi studenti notò che bastavano solo 27 dollari per salvare 42 famiglie dall’usura e decise così di prestare lui stesso quei soldi affinché quelle famiglie potessero essere libere. Questo prestito è stato il primo finanziamento di microcredito effettuato da Yunus, era il lontano 1974 e da quel giorno il microcredito si è diffuso in tutto il mondo ottenendo ottimi risultati.